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TEMATICA 3

Page history last edited by Alessandra 3 years, 6 months ago

SEXTING

I rischi della rete

 

 

 

HOME

CASO 1 

Amanda Todd

un caso che ha scosso il mondo

CASO 2 

Ghadeer Ahmed

la ribellione nel mondo arabo

CASO 3 

Jasmine e Briana

il mondo della scuola

CASO 4

Rehtaeh Parsons

l'incubo in un click

CASO 5 

Phillip Albert

un caso controverso

 

TEMATICA 1 

Le emozioni e l'autostima


 

TEMATICA 2

Il ruolo della famiglia e degli insegnanti


 

TEMATICA 3

Educare all'utilizzo consapevole della rete


 

TEMATICA 4

La legislazione

 

Educare all'utilizzo consapevole della rete

 


 

Ultimamente lo sviluppo delle tecnologie digitali ha permesso la nascita di uno dei fenomeni più significativi dell’epoca contemporanea: i social media. In particolare, i social network sono diventati un fenomeno globale che media le relazioni sociali e l’accesso alle informazioni contribuendo ad un cambiamento notevole nella vita socio-relazionale delle persone. L’ampia diffusione di queste tecnologie sta sollevando nuovi interrogativi anche sul versante educativo  perché tali strumenti rivoluzionano i modelli culturali della società moderna. Ciò impone una profonda presa di coscienza sul ruolo che hanno e sempre più avranno queste risorse tecnologiche.

Ultimamente si è assistito alla nascita di una nuova generazione di nativi digitali che ha un interesse crescente per i social network, che da un lato offrono grandi vantaggi, ma dall'altro creano preoccupazioni per le potenziali conseguenze sulla vita reale dei ragazzi, come è evidenziato in tutti i casi presenti in questo sito. In realtà Amori Mikami, una professoressa del dipartimento di psicologia nella British Columbia University, sostiene: “Non sono sicura che la mentalità da bullo sia diversa tra quella online a quella reale. Per gli adolescenti che tendono ad essere socialmente gentili, si vedono le stesse tendenze anche online. Al contrario, per i ragazzi che hanno storicamente rapporti dove c'è un sacco di “siamo amici un giorno e non il giorno dopo” si vede che mantengono lo stesso comportamento anche in rete. Su Facebook, per esempio, questi tipi di ragazzi potrebbero interagire attraverso commenti che dovrebbero essere divertenti, ma risultano essere un insulto”.

Per i ragazzi la necessità di comunicare è una esigenza vitale. All'interno dei social network avviene un cambiamento nella gestione delle relazioni: persone che sono timidissime o hanno problemi a socializzare, tramite la rete fanno lunghi dialoghi con gente che non conoscono. C’è una “protezione” che permette loro di nascondersi dietro un’identità, che non è la loro, nel contatto con gli altri. Ma questo non risulta essere sempre un aspetto positivo. 

Il fatto che una serie di valori specifici del nostro essere persona siano delegati ai mezzi di comunicazione può essere preoccupante. Il rischio della dipendenza è alto, sta a noi tutti avere la capacità di discernimento per un utilizzo adeguato e non eccessivo. Inoltre, come l’esperienza del mondo reale insegna, non tutte le relazioni equivalgono ad amicizie e questo è ancora più vero per le relazioni virtuali.  “A volte la fiducia mal riposta può portare a situazioni di questo tipo – ricorda la dottoressa Andricciola – ma non dimentichiamo che la divulgazione di certi contenuti può avere implicazioni penali”. 

I social network dovrebbero affrontare l’uso della rete in funzione educativa  e in modo realistico, non prevenuto e con la fiducia che la sfida valga la pena, pensando alla rete come qualcosa di fisiologico, non patologico.

Il problema dell'educazione all'uso dei social network è fondamentale come ribadito dallo Psicologo Luca Mazzucchelli a proposito del caso di Amanda Todd.

Sono molte le iniziative di contrasto al bullismo, intraprese o coordinate dal MIUR, già attive nelle varie aree territoriali: 

- gli Osservatori regionali permanenti sul bullismo, istituiti con la direttiva ministeriale n. 16 del 5 febbraio 2007 e attivi presso gli Uffici scolastici regionali;

- il portale URP social, primo social tematico realizzato da una pubblica amministrazione;

- il progetto «Generazioni connesse», sull’utilizzo sicuro dei nuovi media da parte dei più giovani, cofinanziato dalla Commissione europea e coordinato dal MIUR, con la collaborazione di Save the Children Italia, di Telefono Azzurro, del Ministero dell’interno, l'Ufficio di Polizia postale e delle comunicazioni, dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, della Cooperativa E.D.I. e del Movimento difesa del cittadino; 

- il progetto Tabby (Threat Assessment of Bullying Behavior: valutazione della minaccia di cyberbullismo nei giovani), approvato nel quadro del programma Daphne III nell’ambito della programmazione europea 2007-2013; 

- il progetto Dafne. 

Inoltre numerosi convegni sono stati promossi sia a livello nazionale che internazionale ma anche in piccolo, come per esempio dai genitori nei casi analizzati di Rehtaeh Parsons e Amanda Todd.   

 

  

 

 

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